Cara Loredana D’Anghera, grazie di aver dedicato la tua vita a cantare e darci la gioia di sentirti

Fernanda Pivano

Quando nel 2011 conobbi personalmente Loredana D'Anghera, non avrei mai immaginato che dalla nostra collaborazione sarebbe scaturito un lavoro musicale dell'importanza di Time Machine, nato da una sua stessa idea, che passa in rassegna tutte (o quasi) le tecniche del canto, dal barocco, alla liederistica, all'opera, fino al song e al canto jazz.
La nostra collaborazione è nata così, e in questo modo si è venuta delineando la gioia di fare musica insieme, e di scoprire insieme come valorizzarla.
Loredana è una persona speciale, di grande sensibilità, entusiasta della musica, che desidera in continuazione rimettersi in gioco, e in questo siamo molto simili. La sua carta vincente è l'estrema duttilità, riferibile sia alla vocalità che alla voglia di misurarsi su più fronti.
Tale caratteristica non è così frequente tra gli artisti come verrebbe da pensare, ma coloro che ne sono dotati possiedono sicuramente una marcia in più.

Massimiliano Damerini

Ha fatto molto bene Loredana D’Anghera a non dimenticare i suoi studi lirici e quel certo apparato di -restauro vocale- che certe situazioni accademiche suggeriscono. Si, ne è valsa la pena, perchè l’approccio risulta originale, motivato, alle prese con nomi importanti della canzone d’autore qui addirittura esaltati in temi non editi, ma degni di figurare accanto al repertorio più noto.
Colpisce la vocalità educata, ma soprattutto la timbrica, a tratti desueta, totalmente a disposizione dei temi.
La D’Anghera - che in questi anni ha svolto una importante funzione di coach (un mestiere oggi molto illuminato grazie ai cosiddetti talent show ma che in realtà è sempre esistito) mostra un’artisticità che avevamo già apprezzato dal vivo ma che qui, alle prese con brani di sincera scrittura (talora di pregevole ispirazione), si esalta notevolmente su un piano modulare di grande interesse.

Dario Salvatori

Recensione del cd  Double Face

Nel lavoro di Loredana D'Anghera si coglie lo sforzo e la ricerca di un linguaggio in grado di mettere d'accordo e in comunicazione mondi apparentemente lontani e comunque da sempre mantenuti in compartimenti stagni. Da una parte la musica di derivazione classica,dall'altra il territorio jazz.A fare da trait d'union la sua voce e i testi che si plasmano nel dialogo con il pianismo di Massimiliano Damerini e con quello di Andrea Pozza, compagni di trasferta in questo audace viaggio sperimentale.Un risultato che, come indica lo stesso titolo dell'album, ci mette di fronte alla possibilità di uno sdoppiamento virtuoso, anima stessa di ogni cimento artistico,dove l'interpretazione è arricchimento per chi esegue e per chi,come in questo caso,ascolta.Double face è un progetto ambizioso e coraggioso, che lascia intendere il potenziale espressivo della canzone, della composizione, del parto creativo che alimenta ogni vocazione artistica.

Enzo Gentile